APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO LUCA ZAIA: MODIFICARE LE NORMATIVE SUL BIGLIETTO “SALTA FILA” PER PERSONE DISABILI A GARDALAND

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Zaia Prezzemolo. Gardaland

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO LUCA ZAIA: MODIFICARE LE NORMATIVE SUL BIGLIETTO “SALTA FILA” PER PERSONE DISABILI A GARDALAND

Gentilissimo Presidente della Regione Veneto Luca Zaia,

Le scrivo per chiederle se molto gentilmente puoi aiutarmi a risolvere Il problema del “salta fila” che coinvolge le persone disabili all’interno del parco divertimenti Gardaland.

Le persone disabili per avere diritto al biglietto “salta fila” devono presentare la documentazione che certifichi la disabilità, ma ciò che non è corretto è che vengano richiesti dei dati sensibili relativi alla disabilità e che soprattutto sulla base di questi dati sensibili il personale possa decidere se rilasciare il salta fila.

Tale disagio si presenta sistematicamente da molti anni, personalmente credo che questo tipo di procedura debba essere modificata in modo definitivo. Pertanto chiedo a lei, Presidente Zaia e all’assessore ai servizi sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin di interagire con i responsabili della struttura affinché ciò avvenga In tempi rapidi.

Rimango sempre a disposizione a titolo gratuito per aiutarvi a risolvere questo genere di problematiche.

Riporto di seguito Il post di vorrei prendere il treno dove vengono raccontati alcuni episodi sempre legati al suddetto parco divertimenti vissuti dai disabili stessi o assieme alle loro famiglie:

GARDALAND: PRIVACY E DIRITTI

Marco, papà di N. vuole regalare a suo figlio N. due giorni a Gardaland.
Scrive una mail al Customer Care di Gardaland, chiedendo chiarimenti su biglietti e accesso prioritario dichiarando lo stato di disabilità del figlio:
“104 art 3 comma 3 neurodivergente ed epilettico”

La risposta è a dir poco sconcertante:
“Per poter valutare la Sua richiesta in anticipo, La invitiamo cortesemente ad inoltrarci in allegato la certificazione di disabilità in Suo possesso (verbale 104 INPS completo, NO OMISSIS, NO Disability Card) completa di diagnosi. Una volta ricevuto quanto richiesto, inoltreremo la documentazione all’Ufficio preposto, che procederà alla valutazione del caso”.
Questo il contenuto della mail inviata da un impiegato di Gardaland a Marco e da noi visionata.

NO OMISSIS, NO Disability Card”?? Da Inviare con mail??

Questo non è un “caso isolato”, una “svista” un “errore”.
Sono molte le testimonianze che raccontano di aver ricevuto lo stesso trattamento per poter ottenere il servizio aggiuntivo “salta fila” (le trovate in fondo al post).

Gardaland giustifica tale richiesta come atto indispensabile per poter elargire questo tipo si servizio, che viene da loro concesso solo in base alla tipologia di disabilità dimostrata (diagnosi), essendo questo l’unico modo per consentire al personale presente nell’Ufficio Welcome Desk di valutare in base alla loro casistica (dalla quale sono però escluse parecchie disabilità) il diritto o meno di usufruire del servizio stesso.
Aggiunge anche che è nel pieno diritto dell’Ospite scegliere se condividere o meno tali dati, ma che in assenza di documentazione completa, non è possibile procedere con l’emissione di pass prioritari ma si ha diritto ad ottenere solo il biglietto gratuito.

A questo punto viene naturale chiedersi:

Come può un privato condizionare un servizio aggiuntivo a una richiesta che è in netto contrasto con le normative europee e italiane che stabiliscono, nel Regolamento UE 2016\679 e il Codice della Privacy (D.Igs 196\2003), che i dati sanitari sono ‘categorie particolari di dati personali’ utilizzabili solo con garanzie rafforzate e in stretta necessità?
Come si può richiedere che tale documentazione venga addirittura inviata con una mail?
Come mai Gardaland, che ha una convenzione attiva per la Disability Card, il cui utilizzo, per ottenere le agevolazioni previste, è stato concepito proprio per esonerare il titolare dall’esibizione di altre certificazioni, l’accetti solo per poter ottenere il biglietto gratuito ma non per questo servizio aggiuntivo?
Come è possibile che Gardaland operi in modo arbitrario e discriminante una selezione dei presunti aventi diritto al “salta coda” in base ad una “casistica” stilata da loro? Ci sono disabilità, da loro non contemplate, che potrebbero avere comunque necessità di tale servizio aggiuntivo.
Che senso ha una simile richiesta vincolata all’ottenimento di questo specifico servizio (che nulla ha a che fare con la sicurezza) senza il quale, non esiste la possibilità concreta, per molti, di usufruire nemmeno dell’accesso nonostante il biglietto gratuito?
Perché in tantissimi altri parchi, anche europei (Disneyland, Mirabilandia…) per ottenere questo tipo di servizio, basta solo la Disability Card o la certificazione con omissis?
Perché non chiedere semplicemente un’attestazione medica, senza diagnosi o dati sensibili, che dichiari l’impossibilità di tollerare lunghi tempi di attesa?

Il fatto che una realtà come Gardaland chieda il verbale INPS completo, quando esiste già una versione “omissis” predisposta appositamente per tutelare la riservatezza, dimostra una grave superficialità e una totale insensibilità verso la dignità delle persone.
È inaccettabile che una persona o chi la rappresenta, si debba sentir obbligata a consegnare dettagli clinici personali a chi non è qualificato, solo per poter accedere a un servizio che dovrebbe agevolare, non umiliare.
Ed è sconcertante che, nel 2025, ci si debba ancora confrontare con la mancanza di rispetto per la privacy delle persone con disabilità o condizioni sanitarie delicate.
Pretendere documenti che rivelano diagnosi e stati di salute non è solo inutile: è violento, discriminatorio e contrario a qualsiasi principio di tutela della persona.
E fa rabbia pensare che, nel nome del divertimento, si possa ancora chiedere alle
persone di barattare la propria privacy con un servizio che è si aggiuntivo, ma per molti irrinunciabile.
Vorreiprendereiltreno

Altre testimonianze trovate nelle ultimissime recensioni online:

Agosto 2025
A mia figlia di 13 anni con verbale di invalidità per epilessia non è stato fornito il pass salta fila perché dicono non previsto per gli epilettici. Chi ha la responsabilità di decidere a chi dare il pass non conosce la gravità dell’epilessia nonché non si è minimamente documentato su quanto possa essere pericoloso stare fermo ore in fila sotto il sole per una persona epilettica. Ho chiamato il numero riservato ai clienti e per due volte e gli operatori mi hanno risposto che se mia figlia ha questo problema, potevo informarmi prima e non farla andare a Gardaland. Quindi secondo le politiche aziendali di Gardaland un epilettico se non può fare la fila è meglio che stia a casa? N.B. sia a Mirabilandia che a Disneyland Paris ci hanno dato il pass, mentre i responsabili di Gardaland hanno deciso che meglio dare il pass a chi compie gli anni o a chi paga ma guai darlo ad una ragazza con epilessia.

15 agosto 2025
Ci presentiamo con i biglietti per tutta la famiglia (2 adulti e due figli di cui uno di 11 anni in carrozzina). Andiamo all’ingresso riservato per i disabili con l’intento di chiedere il salta coda: ci viene chiesto documentazione che attesti la disabilità, presentiamo la Disability Card come già fatto in altri parchi divertimento (addirittura a Disneyland) e sempre accettata ma qui ci viene chiesto il verbale di invalidità. Lo presento con le scritte omissis. Il ragazzo ci chiede quello con la diagnosi. Noi protestiamo per violazione della privacy, l’addetto ci dice che devono averlo altrimenti niente salta coda (ricatto?)!!!

Giugno 2025
Abbiamo una figlia con acondroplasia (una forma rara di nanismo) che la limita negli spostamenti. Ci rechiamo al box per fare il biglietto per l’accesso e con nostra sorpresa veniamo a conoscere che la malattia di nostra figlia non dà diritto al salta coda! Facciamo notare all’operatore (che non credo sia laureato in medicina) che la condizione di nostra figlia non le permette di stare troppo tempo in piedi e che per lei fare ore di coda è impossibile ma l’operatore non ha mostrato un briciolo di buon senso!

24 Giugno 2025
Ho 75 anni e ho portato i miei nipoti al parco divertimento di Gardaland. Qui ho mostrato agli addetti la Disability Card ed ho chiesto cortesemente un salta fila, che mi e stato negato: chiedevano il verbale cartaceo della commissione medica dove sono scritte le patologie e credo che la richiesta vada al di là del consentito (Privacy).

Nella foto Marco con i due figli, tutti di spalle: a sinistra tiene per mano il più piccolo R. e a destra il maggiore N.
Marco indossa la divisa dei Vigili del Fuoco, la sua professione, e i suoi figli delle magliette rosse con la scritta “vigili del fuoco”

Post Tratto dalla pagina. Facebook.” Vorrei prendere il treno”

Rimango in attesa di una risposta scritta da parte del Presidente Zaia o da parte dell’assessore Lanzari. che verrà pubblicata su questo blog.

Luca Faccio

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