DAL SOSTEGNO A STEFANO GHELLER AL VOTO CONTRARIO: FRANCESCO RUCCO SI RACCONTA E PRECISA LA SUA POSIZIONE SUL FINE VITA

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FRANCESCO RUCCO E STEFANO GHELLE

DAL SOSTEGNO A STEFANO GHELLER AL VOTO CONTRARIO: FRANCESCO RUCCO SI RACCONTA E PRECISA LA SUA POSIZIONE SUL FINE VITA

Carissime, lettrici e lettori,

riporto di seguito la risposta della segreteria del Vicepresidente vicario del Consiglio regionale del Veneto Francesco Rucco alla mia lettera, dove chiedevo spiegazioni sul suo voto contrario sulla proposta di legge sul  “Fine Vita” dell’Associazione Luca Coscioni e approvata il 2 settembre 2026 con voti: 32 favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari.

 

“Gentilissimo Dottor Faccio,

ho letto con attenzione la riflessione che ha pubblicato e le domande che ha voluto rivolgermi sul voto espresso in Consiglio regionale in materia di fine vita. Le rispondo volentieri, perché credo che un tema di questa delicatezza meriti confronto, rispetto e soprattutto la disponibilità ad affrontarne fino in fondo la complessità.

Il voto che ho espresso è arrivato al termine di una riflessione profonda, personale prima ancora che politica. Davanti a questioni che riguardano la vita, la sofferenza, la libertà e la dignità della persona, credo che nessuno possa permettersi l’arroganza di possedere certezze assolute. Per questo ho apprezzato molto che all’interno della maggioranza e di Fratelli d’Italia non siano stati imposti ordini di partito. Ringrazio il capogruppo Claudio Borgia e il Presidente Alberto Stefani per aver consentito a ciascun consigliere di maturare ed esprimere liberamente il proprio voto secondo coscienza.

Lei richiama Stefano Gheller e fa bene a farlo, perché la sua storia ha avuto un peso nella mia riflessione. Non l’ho nascosto: sono stato io stesso a ricordarlo nel mio intervento in Aula. Ho conosciuto Stefano, sono stato a casa sua e ho avuto modo di ascoltare direttamente le sue ragioni. Quando ero sindaco di Vicenza firmai il sostegno alla sua iniziativa perché ritenevo giusto che la sua voce fosse ascoltata e che una questione così difficile trovasse spazio nel dibattito pubblico e nelle sedi istituzionali competenti.

Quella scelta aveva per me un significato preciso: non voltarsi dall’altra parte davanti alla richiesta di una persona che viveva sulla propria pelle una condizione di enorme sofferenza e chiedeva alla politica di interrogarsi. Ma questo non significava, allora, aderire preventivamente a qualsiasi legge sul fine vita sarebbe stata proposta in futuro. E non può significarlo oggi.

Ascoltare una persona, rispettarne profondamente la storia e riconoscere il suo diritto a porre una questione alle istituzioni non equivale necessariamente a condividere ogni possibile soluzione normativa a quella stessa questione.

La mia posizione, sotto questo profilo, non è cambiata: credo che del fine vita si debba parlare. Credo che si debbano ascoltare le persone che soffrono, le loro famiglie e le diverse sensibilità presenti nella società. Ma proprio perché si tratta di una materia tanto delicata, ogni proposta legislativa deve essere valutata nel merito, senza automatismi e secondo coscienza.

È quello che ho fatto con il testo arrivato in Consiglio regionale.

La posizione di Fratelli d’Italia è stata una posizione di prudenza. Abbiamo ritenuto che una materia di questa portata debba trovare anzitutto una disciplina organica da parte del legislatore nazionale, nel quadro definito dalla Corte costituzionale, e non attraverso discipline regionali potenzialmente differenti da territorio a territorio.

È bene inoltre chiarire un punto: il Consiglio regionale non era chiamato a introdurre ex novo o ad autorizzare il suicidio medicalmente assistito. Le condizioni entro le quali esso può essere richiesto derivano dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. Il provvedimento sottoposto al nostro voto riguardava invece la regolamentazione regionale delle procedure.

La nostra contrarietà al testo non si è tradotta in un atteggiamento di chiusura. Abbiamo sostenuto gli emendamenti migliorativi e lavorato affinché fossero introdotte maggiori garanzie, maggiore attenzione alla persona e strumenti di sostegno e accompagnamento. Ringrazio anche per questo il Presidente Stefani, che ha contribuito a consentire un confronto serio su una materia nella quale le sensibilità, anche all’interno della stessa maggioranza, erano differenti.

Lei mi pone poi una domanda sull’ipotesi che Stefano, qualora fossi stato rieletto sindaco, avesse accettato la proposta di entrare in una mia futura Giunta.

Parliamo, appunto, di un’ipotesi che non si è mai concretizzata. Il rispetto che avevo per Stefano non dipendeva dal fatto che la pensassimo allo stesso modo su tutto. Anzi, credo che la buona politica sia anche la capacità di lavorare insieme tra persone che conservano convinzioni e sensibilità differenti. Tanto più su una questione come il fine vita, che non appartiene alle competenze di una Giunta comunale.

Non considero quindi contraddittorio aver ascoltato e sostenuto Stefano nella sua richiesta di aprire un confronto pubblico e aver poi espresso, anni dopo, un voto contrario su uno specifico provvedimento regionale. Al contrario, penso che prendere sul serio una questione significhi proprio evitare di ridurla a un automatismo.

Infine, credo che il nostro compito non possa esaurirsi nella divisione tra favorevoli e contrari a una legge. Esiste un terreno sul quale le istituzioni hanno il dovere di investire molto di più: le cure palliative, l’assistenza domiciliare, il sostegno psicologico, l’accompagnamento delle famiglie e la vicinanza concreta a chi attraversa una fase di profonda fragilità.

Perché mentre discutiamo, legittimamente, della possibilità di scegliere come affrontare la fine della propria vita, ci sono moltissime persone che ogni giorno lottano, con tutte le proprie forze, per continuare a vivere. È specialmente a loro, a chi chiede di essere curato, accompagnato, sostenuto e di non essere lasciato solo, che dobbiamo rivolgere il nostro impegno.

 

Francesco Rucco

Vicepresidente vicario del Consiglio regionale del Veneto”

15/092026

Per leggere il testo approvato, Cliccare QUI

 

Dott. Luca Faccio

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