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Sono disabile grave e ho diritto all'assistenza domiciliare'. Lettera al sindaco di Fiumic

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27 apr 2017

Gentilissimo sindaco di Fiumicino, Esterino Montino,
le scrivo da blogger che segue tematiche inerenti alla disabilità per chiederle di intervenire con la massima rapidità affinché la signora Di Mastromatteo non debba aggiungere altre sofferenze a quelle che già la malattia le impone. Non crede che sia giusto?
Di seguito riporto la lettera che l’avvocato Antonio Petrongolo mi ha inviato.

La signora Di Mastromatteo è una persona disabile affetta da grave malata rara neurodegenerativa cronica, giudicata dall’Inps non rivedibile poiché invalida al 100% con concessione della legge 104 per handicap grave ex art. 3 comma 3 104/1992. Gode di reddito pari a zero, come da dichiarazione Isee e riceve 30 ore settimanali di assistenza indiretta domiciliare.

La legge prevede un contributo economico per le persone con disabilità e Isee individuale inferiore a 15.000 € che hanno stipulato un regolare contratto con un assistente familiare (badante) per almeno 20 ore settimanali. Questo contributo di sollievo spetta alla signora Di Mastromatteo avendo tutti i requisiti che ne attestano il diritto ma non le è stato mai erogato pur avendone fatta richiesta per anni e senza aver aver ricevuto spiegazioni sul diniego. La Regione Lazio ha stanziato i fondi in favore dei Comuni, compreso quello di Fiumicino, ma non si conosce come siano stati impiegati!

Per legge l’assegno di cura per l’assistenza a casa è un contributo economico destinato alla persona con disabilità grave e con gravissima disabilità acquisita. Può essere erogato direttamente alla persona disabile, alla sua famiglia o ad altre persone che si incaricano dell’assistenza. L’assegno di cura è alternativo all’inserimento in una struttura residenziale e permette alla persona con disabilità di rimanere nel proprio contesto sociale e affettivo e di condurre una vita il più possibile indipendente.

L’assegno di cura, come prevede la legge, “viene erogato dopo la valutazione dell’assistente sociale e la visita di operatori sociali e sanitari che elaborano un piano di assistenza personalizzato. L’assegno non è un contributo economico a domanda ma è un’opportunità di intervento della rete dei servizi onde per cui l’avente diritto non deve pertanto presentare alcuna domanda di contributo, ma segnalare semplicemente ai Servizi sociali del proprio territorio (Comune di residenza) le proprie necessità di aiuto”. Invece la signora Di Mastromatteo dal Servizio Sociale del Comune di Fiumicino riceve esclusivamente € 450 mensili come indigente, indipendentemente dagli altri diritti acquisiti e comunque insufficiente a coprire le spese della locazione dell’immobile in cui oggi vive il cui canone è ben più alto.

La signora Di Mastromatteo sta lottando, portando avanti lo sciopero della fame, affinché gli sia erogato il contributo di sollievo che le spetta di diritto. Così potrà curarsi in modo adeguato visto che il Presidio, l’Asl ed il Cad di Fiumicino sono privi degli strumenti necessari a prestare ausilio ai disabili gravi malati rari, abbandonati e inchiodati in un letto di casa senza cure e prospettive!

Nonostante le reiterate richieste formulate in via ufficiale dalla signora Di Mastromatteo, il Comune di Fiumicino non ha dato risposta alcuna, chiudendosi in un silenzio assordante e declinando ogni invito a rendere spiegazioni di come e dove i fondi regionali stanziati per la salute siano stati impiegati!

Avvocato Antonio Petrongolo

P.S. In attesa di una sua risposta scritta che verrà pubblicata su questo blog, la ringrazio anticipatamente, sindaco Montino.

Per segnalare la vostra storia scrivete a: raccontalatuastoria@lucafaccio.it

 

La sera del 29 aprile la signora Di Mastromatteo sarà in collegamento su Rete 4 a “Dalla vostra parte” alle 20.30 circa

 

Lettera tratta da http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lfaccio/

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Ultima modifica: aprile 29, 2017 06:44
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Disabili Fiumicino Sciopero della fame

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