EMERGENZA SANITARIA IN ALTO VICENTINO: LA PREOCCUPAZIONE DI CUNEGATO PER LA RIDUZIONE DEI MEZZI DI SOCCORSO

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EMERGENZA SANITARIA IN ALTO VICENTINO: LA PREOCCUPAZIONE DI CUNEGATO PER LA RIDUZIONE DEI MEZZI DI SOCCORSO

 

 

 

 

 

 

Il Conigliere Carlo Cunegato (AVS), mette giustamente in evidenza che una sola auto medica per tutto l’Alto Vicentino e per tutto l’Altopiano di Asiago non possa rispondere in modo adeguato alle esigenze dei cittadini e di un territorio così vasto.

 

 

 

 

Cunegato (AVS): “Alto Vicentino e Altopiano di Asiago: da agosto una sola auto medica di notte. Una scelta che mette a rischio la vita dei cittadini”

(Arv) Venezia, 16 luglio 2026

“Dal 5 agosto, un’unica auto medica con il medico a bordo, di stanza a Piovene Rocchette, dovrà rispondere alle chiamate notturne del 118 per tutto l’Alto Vicentino e per tutto l’Altopiano di Asiago. Fino ad oggi, nella fascia oraria dalle 20 alle 8 del mattino, il territorio poteva contare su due mezzi con medico a bordo: uno a Santorso e uno ad Asiago. Da agosto ne resterà uno solo per coprire un’area vastissima. Sono davvero preoccupato per quello che potrebbe accadere ai cittadini di questi territori”. Lo dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, annunciando un’interrogazione a risposta immediata rivolta alla Giunta regionale.

“Avevamo denunciato – fa presente Cunegato – il possibile rischio di esternalizzazione dei codici bianchi del Pronto Soccorso di Santorso, come conseguenza della normativa del governo Meloni che impone di internalizzare il personale o di appaltare l’intero servizio, realizzando il cosiddetto ‘appalto genuino’. Questo sta avvenendo in altri ospedali, come ad esempio a Piove di Sacco, Montagnana e Camposampiero. Pare che questo non sia avvenuto a Santorso perché l’Ospedale non aveva i soldi sufficienti per l’esternalizzazione totale del servizio. Così l’Ulss avrebbe deciso di riorganizzare il servizio con personale interno, impiegando i medici che già lavorano nell’ospedale con turni aggiuntivi, come ad esempio pneumologi e cardiologi, ma una delle conseguenze della riorganizzazione che più ci preoccupa è la riduzione da due mezzi a uno solo per una notte su un territorio così enorme”.

È opportuno – aggiunge Cunegato – rilevare che si va incontro a due gravissimi problemi. Il primo: se l’unica auto medica interviene per un’emergenza, ad esempio a Enego, e nello stesso momento si verifica un infarto a Torrebelvicino o a Valli del Pasubio, chi soccorre questi cittadini? Parliamo di minuti che possono fare la differenza tra la vita e la morte. Il secondo, problema riguarda l’attività ambulatoriale: finora il medico di Santorso, tra un’uscita e l’altra, poteva svolgere anche questo lavoro. A Piovene questo non sarà più possibile”.

“Chiediamo, pertanto, alla Regione e all’Ulss 7 Pedemontana di chiarire immediatamente come intendano garantire la sicurezza dei cittadini dell’Alto Vicentino e dell’Altopiano di Asiago con un solo mezzo di emergenza notturno per un territorio così vasto. Seguiremo questa vicenda con la massima attenzione e valuteremo ogni iniziativa in Regione, perché su un tema come questo non ci si può permettere di sbagliare: qui è in gioco la vita delle persone”, conclude Cunegato.

COMUNICATO STAMPA TRATTO DA Consiglio regionale del Veneto – XII

Ritengo che quanto detto dal Consigliere Cunegato sia corretto e penso che, se si tolgono al personale medico sanitario i mezzi e gli strumenti per svolgere al meglio il proprio lavoro la sanità implode.

Spero che l’Ulss 7 Pedemontana provveda al più presto all’acquisto di una nuova auto medica, se l’azienda sanitaria non può permettersi l’acquisto di una nuova auto medica, spero che la Regione Veneto intervenga e la comperi in tempi rapidi.

 

Luca Faccio

 

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