DISABILITA’ IN ITALIA: UN DOVERE CIVILE, NON UN ATTO DI BUONISMO E PIETISMO ISTITUZIONALE

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DISABILITA’ IN ITALIA: UN DOVERE CIVILE, NON UN ATTO DI BUONISMO E PIETISMO ISTITUZIONALE

In un paese civile come si considera L’Italia, i genitori dei disabili non dovrebbero avere la preoccupazione legata al “Dopo di Noi” e della questione del mancato riconoscimento della figura dei caregiver, perché, per l’appunto, i disabili dovrebbero essere considerati persone e non un semplice capitolo di spesa per il governo.

Un governo che non garantisce la gratuità totale degli ausili di cui le persone disabili hanno bisogno e diritto, sta commettendo un atto gravissimo e sta violando i diritti umani e civili.

Gli ausili per le persone disabili sono indispensabili poiché supportano e aiutano i disabili stessi e le loro famiglie e per questo dovrebbero essere del tutto gratuiti e privi di ogni calvario burocratico per poterli ottenere.

In uno stato civile democratico dovrebbe essere un onore supportare chi sta già vivendo delle difficoltà fornendogli i migliori supporti per lo sviluppo e per il benessere della propria persona.

Vorrei ricordare che governare un paese significa mettersi a servizio di tutti i cittadini e non del potere o del proprio partito.

Tutto dovrebbe essere svolto in modo naturale e logico e non come un atto di favore condito da una buona dose di buonismo e talvolta pietismo.

Per chi ricopre un ruolo istituzionale le tematiche sociali e quelle relative al mondo della disabilità sono una scocciatura, poiché destabilizzano i propri piani e li costringono a fare degli investimenti che se fosse dipeso da loro non avrebbero mai fatto.

Bisogna cambiare velocemente rotta e capire che rapportarsi con chi ha delle difficoltà non ci apre nessuna via per il paradiso, ma che comunque ci arricchisce solo se ci rapportiamo in modo autentico e paritetico.

Invito le persone disabili a non arrendersi anche se il momento politico del nel nostro paese e internazionale è deprimente, avvilente e molto preoccupante.

Luca Faccio

 

Per segnalarmi le vostre storie scrivete a: raccontalatuastoria@lucafaccio.it 

 

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