DISABILITA’ A SCUOLA: LA LETTERA DI UNA FAMIGLIA CALABRESE ALLA MINISTRA ALESSANDRA LOCATELLI PER DENUNCIARE L’ASSISTENZA NEGATA

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DISABILITA’ A SCUOLA: LA LETTERA DI UNA FAMIGLIA CALABRESE ALLA MINISTRA ALESSANDRA LOCATELLI PER DENUNCIARE L’ASSISTENZA NEGATA

 

 

 

Gentilissimo Ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli,

sono il Dottor Luca Faccio da Bassano del Grappa, Blogger Attivista, mi occupo di tematiche Socio-Politiche con particolare attenzione alla disabilità.

Pubblico con molto piacere, su autorizzazione della famiglia Crudo Raffa, la lettera che hanno deciso di scriverle per la mancata assistenza durante l’orario scolastico.

“Egregia Ministra Locatelli,

i sottoscritti Rosetta Raffa e Maurizio Crudo, genitori della minore Carol Crudo, di anni 15,

residente a Zungri (VV), si rivolgono direttamente alla Sua attenzione per rappresentare una

situazione che, nonostante le iniziative intraprese dalla famiglia con largo anticipo rispetto all’avvio

dell’anno scolastico, non ha ancora trovato una risposta concreta, completa e adeguata alle

effettive necessità della minore.

La presente nasce pertanto dalla necessità di portare formalmente la vicenda alla Sua conoscenza

e di chiedere un Suo autorevole e tempestivo interessamento affinché le Istituzioni competenti

possano attivarsi, ciascuna nell’ambito delle proprie attribuzioni, e garantire a Carol ciò di cui

necessita concretamente per poter frequentare la scuola.

Carol presenta una grave e complessa disabilità motoria e cognitiva. È affetta da tetraparesi

discinetica, atrofia cerebellare progressiva ed epilessia, utilizza permanentemente una carrozzina

posturale personalizzata e necessita dell’assistenza di altre persone per soddisfare bisogni

essenziali della propria quotidianità.

Frequenta attualmente la prima classe della scuola secondaria di primo grado presso il plesso di

Zungri dell’Istituto Comprensivo Rombiolo–San Calogero–Cessaniti.

Il problema che sottoponiamo alla Sua attenzione è preciso e concreto.

Carol, durante la permanenza a scuola, ha bisogno della presenza effettiva di figure in

grado di assisterla nelle necessità che non può autonomamente soddisfare.

Ha bisogno che vi sia personale individuato e adeguatamente formato che possa provvedere alla

sua alimentazione, effettuata anche mediante PEG, assisterla nell’igiene personale e nel

cambio, supportarla nella movimentazione e nella corretta postura e rispondere alle ulteriori

necessità assistenziali connesse alla sua condizione.

Non si tratta di esigenze eventuali o accessorie. Si tratta di bisogni essenziali che si presentano

quotidianamente e che devono necessariamente trovare una risposta durante l’orario scolastico.

Proprio per questa ragione, già dal mese di luglio 2026, quindi prima dell’inizio delle lezioni, la

famiglia aveva rappresentato formalmente la situazione di Carol e la necessità che fossero

predisposte per tempo le figure necessarie alla sua assistenza.

I genitori si sono attivati con richieste e comunicazioni formali e anche attraverso i propri legali,

affinché all’apertura della scuola Carol potesse trovare un sistema assistenziale già definito e

pienamente operativo.

Eppure, ad anno scolastico ormai iniziato, tale organizzazione non risulta ancora completa.

La conseguenza è particolarmente significativa: per alcune necessità essenziali della minore, la

madre deve ancora recarsi personalmente presso la scuola per provvedere direttamente

alla figlia, anche per alimentarla e cambiarla.

È precisamente questo il punto che intendiamo sottoporre con maggiore forza alla Sua attenzione.

La presenza della madre non può costituire la soluzione ordinaria attraverso la quale viene resa

possibile la permanenza di Carol a scuola.

La responsabilità genitoriale e la disponibilità della famiglia non sono naturalmente in discussione.

Ma non può essere richiesto, di fatto, che una madre rimanga costantemente disponibile a

raggiungere l’istituto scolastico perché, in sua assenza, determinati bisogni essenziali della

figlia non trovano una figura già individuata che possa farsene carico.

La famiglia chiede pertanto qualcosa di molto preciso: che durante l’intero periodo di permanenza

di Carol nell’istituto siano concretamente individuate e presenti, secondo le rispettive competenze,

le figure necessarie a garantire l’assistenza materiale, l’alimentazione e la gestione delle

esigenze connesse alla PEG secondo le prescrizioni sanitarie, l’igiene e il cambio, la

movimentazione, la postura, l’autonomia e la comunicazione, con personale adeguatamente

formato e, laddove la natura della prestazione lo richieda, professionalmente competente.

Non chiediamo che attività sanitarie vengano impropriamente attribuite a personale privo delle

necessarie competenze.

Chiediamo esattamente il contrario: che siano le Istituzioni a stabilire quali figure siano

necessarie, a individuarle e a garantirne concretamente la presenza, affinché ogni bisogno di

Carol trovi una risposta appropriata e sicura senza essere rimesso, giorno dopo giorno,

all’intervento della madre.

Su questo punto, nonostante il tempo trascorso e le richieste avanzate prima dell’inizio delle

lezioni, la famiglia attende ancora una soluzione complessiva e chiaramente definita.

La situazione assume particolare rilievo anche alla luce dei principi fondamentali del nostro

ordinamento.

L’articolo 3 della Costituzione riconosce a tutti i cittadini pari dignità sociale ed eguaglianza

davanti alla legge e attribuisce alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che, di fatto,

limitano la libertà e l’eguaglianza e impediscono il pieno sviluppo della persona.

L’articolo 34 della Costituzione sancisce, con estrema chiarezza, che «La scuola è aperta a

tutti».

Tale principio, nel caso di una studentessa con grave disabilità, non può esaurirsi nella possibilità formale di accedere all’edificio scolastico.

Il diritto alla scuola deve essere concretamente esercitabile.

Se una ragazza non è in grado di alimentarsi autonomamente, di provvedere alla propria igiene, di

cambiarsi o di gestire autonomamente altre necessità fondamentali, renderle effettivamente

accessibile la scuola significa anche predisporre le figure che le consentano di soddisfare tali

bisogni durante la permanenza nell’istituto.

La legge 5 febbraio 1992, n. 104, all’articolo 12, riconosce il diritto all’educazione e all’istruzione

della persona con disabilità e stabilisce che l’esercizio di tale diritto non possa essere impedito

dalle difficoltà derivanti dalla disabilità.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia

con legge n. 18 del 2009, riconosce inoltre il diritto all’istruzione delle persone con disabilità senza

discriminazioni e sulla base delle pari opportunità, nell’ambito di un sistema educativo

inclusivo.

Sono principi che assumono pieno significato proprio nelle situazioni come quella di Carol.

L’uguaglianza non può essere soltanto formale.

Garantire pari opportunità a Carol non significa ignorare la sua disabilità, ma significa riconoscerne

le specifiche necessità e predisporre quelle misure di assistenza che le permettano di vivere la

scuola con la stessa dignità e possibilità di partecipazione riconosciute agli altri studenti.

Oggi il rischio concreto è esattamente l’opposto: che siano proprio i bisogni derivanti dalla sua

disabilità, in assenza di un’organizzazione assistenziale pienamente operativa, a limitare l’effettivo

esercizio del suo diritto alla frequenza e all’inclusione scolastica.

Siamo consapevoli che le competenze possano appartenere a soggetti differenti –

amministrazione scolastica, Comune, servizi sociali, Azienda sanitaria e altre amministrazioni – e

che ogni prestazione debba essere attribuita alla figura professionalmente competente.

Ma la complessità della ripartizione amministrativa delle competenze non può essere

trasferita sulla minore e sulla sua famiglia.

Non può spettare ai genitori stabilire quale amministrazione debba intervenire, quale figura debba

essere incaricata o quale ente debba assumersi la responsabilità di una determinata prestazione.

Devono essere le Istituzioni a coordinarsi.

Ed è proprio per questo che ci rivolgiamo direttamente a Lei.

Egregia Ministra, Le chiediamo un autorevole e urgente interessamento affinché le

amministrazioni competenti vengano tempestivamente coinvolte e coordinate e venga

finalmente assicurata a Carol, durante l’intera permanenza scolastica, la presenza delle

figure necessarie a rispondere concretamente ai suoi bisogni.

Chiediamo che venga individuato con chiarezza chi debba provvedere all’alimentazione di

Carol, chi debba assisterla nell’igiene e nel cambio, chi debba occuparsi della

movimentazione e delle ulteriori necessità assistenziali e quali figure debbano essere

presenti affinché la minore possa frequentare la scuola senza che sia necessario ricorrere

sistematicamente all’intervento della madre.

La questione riveste carattere di particolare urgenza.

Le necessità di Carol erano state rappresentate già nel mese di luglio. La scuola è iniziata.

Carol la sta frequentando adesso. E adesso ha bisogno che l’assistenza necessaria sia pienamente garantita.

Non intendiamo attribuire preventivamente responsabilità ad alcuna amministrazione. Chiediamo

però che venga superata con immediatezza una situazione nella quale, nonostante le richieste già

avanzate, la famiglia non dispone ancora di una risposta complessiva capace di assicurare

stabilmente i bisogni essenziali della propria figlia durante l’orario scolastico.

Per Carol la scuola non è soltanto istruzione. È relazione con i propri coetanei, socializzazione,

partecipazione, inclusione e crescita personale.

La sua disabilità non può diventare la ragione per cui l’esercizio di questi diritti risulti più

difficile. Deve essere, al contrario, la ragione per cui le Istituzioni predispongono gli

strumenti necessari affinché tali diritti possano essere esercitati concretamente.

Confidiamo pertanto nel Suo interessamento e chiediamo cortesemente che alla presente venga

fornito un riscontro scritto, con l’indicazione delle eventuali iniziative intraprese e delle

amministrazioni interessate affinché venga individuata, con la massima tempestività, una soluzione

stabile.

La famiglia resta immediatamente disponibile a fornire tutta la documentazione sanitaria,

scolastica e amministrativa relativa a Carol, nonché copia delle richieste, comunicazioni e degli atti

già trasmessi.

Non chiediamo per Carol un trattamento di favore. Chiediamo che le venga garantita

l’assistenza necessaria affinché possa esercitare realmente, e non soltanto formalmente, il

proprio diritto alla scuola, all’inclusione e alle pari opportunità.

Certi dell’attenzione che vorrà riservare alla situazione di nostra figlia e confidando in un Suo

tempestivo interessamento istituzionale, porgiamo distinti saluti.

Rosetta Raffa

madre di Carol Crudo

Maurizio Crudo

padre di Carol Crudo”

Spero che Lei, in stretta collaborazione con il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, risolviate rapidamente e al meglio la situazione di Carol.

Attendo una risposta scritta che pubblicherò su questo blog, sia da Lei che dal Ministro Valditara.

Dott. Luca Faccio

Per segnalarmi le vostre storie scrivete a: raccontalatuastoria@lucafaccio.it

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